Magazzino ricambi: come evitare le scorte ferme
Ogni ricambio fermo in magazzino è denaro che non gira: molte officine hanno scaffali pieni di articoli ordinati in eccesso o mai utilizzati.
Ogni ricambio fermo in magazzino è denaro che non gira. Molte officine hanno scaffali pieni di articoli acquistati per un lavoro mai arrivato o ordinati in quantità eccessiva per sfruttare uno sconto.
Il problema delle giacenze non allineate
Se lo scarico dei ricambi non è collegato all'ordine di lavoro, la giacenza reale e quella a sistema si separano. Il risultato è sempre lo stesso: si ordina ciò che c'è già e non si trova ciò che serve.
Le regole di base
- Scarico automatico: ogni ricambio usato in un ordine di lavoro aggiorna la giacenza
- Scorta minima: sotto una soglia definita l'articolo entra nella lista di riordino
- Ubicazione: sapere dove si trova il pezzo riduce i tempi di ricerca
- Rotazione: monitorare quali articoli non si muovono da mesi
Cosa fare con le scorte ferme
Gli articoli a rotazione zero vanno analizzati: alcuni sono ricambi di sicurezza che conviene tenere, altri sono acquisti occasionali da smaltire. Una verifica periodica, ad esempio ogni sei mesi, libera spazio e capitale.
Il legame con i fornitori
Con uno storico dei consumi è possibile negoziare meglio: sai cosa ordini davvero, con quale frequenza e in quali quantità. Il riordino diventa prevedibile invece che improvvisato.
In sintesi
Un magazzino efficiente non è quello con più pezzi, ma quello con i pezzi giusti. Giacenze allineate, scorta minima e analisi della rotazione sono i tre strumenti che fanno la differenza.
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